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MUSEO DELLA REGIA CRISTALLERIA E DELLE CERAMICHE: La storia |
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l'INAUGURAZIONE DEL PRIMO MUSEO DEI VETRI E CRISTALLI NEL 2005 (clicca) |
L'INAUGURAZIONE DEL
COMPLESSO MUSEALE NEL 2009 (clicca) |
![]() Stampa del primo Ottocento: ingresso del paese con a destra la vetreria |
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![]() Il magazzino di Torino |
![]() Cartolina: la fabbrica di ceramica sulle sponde del Pesio nel cuore del paese |
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![]() Gruppo di ceramisti in posa davanti alla fabbrica |
la storia.... testo di Cristina Barale
Nel lontano 1759, per volontà del Re di Sardegna Carlo Emanuele III, viene realizzata a Chiusa Pesio una Vetreria, con capitale stanziato dalle Regie Finanze. La progettazione del complesso è affidata allarchitetto Benedetto Ferroggio che realizza, in regione Paschero, un immenso e complesso corpo quadrilatero.
la Vetreria in un'incisione del 700 Lubicazione della vetreria non è stata casuale: la zona garantiva rapidità nelle comunicazioni con la città di Cuneo e quindi con le grandi vie di transito; facilità nella flottazione del legname dai boschi dellAlta Valle; sicurezza, posta comera nella parte alta del paese, nel caso delle piuttosto frequenti inondazioni. La produzione di
vetri e cristalli può usufruire dellimpiego di
manodopera altamente specializzata proveniente dalle più
rinomate vetrerie italiane (Altare, Venezia) e straniere.
Nel 1836 la fabbrica viene venduta a Giuseppe Barberis, che nel 1866 la cede ai fratelli Gabutti. I metodi per la decorazione dei manufatti erano molteplici: a mano, con tamponi di spugna, a stampa, a mascherina. Della produzione chiusana si distinguono particolarmente manufatti decorati a mano, animali modellati ad uso calamai, salini, formaggiere, o semplicemente decorativi.
Nel 1927 viene ceduta alla S.A. Ceramica Piemontese. I nuovi proprietari apportano modifiche agli impianti e alla composizione del prodotto migliorandone le caratteristiche, passando dalla terraglia tenera a quella semiforte. I prodotti di alta fattura vengono commercializzati nella penisola e allestero (paesi del Levante, Argentina, America del nord).
Allo scoppio della seconda guerra mondiale la Ceramica Piemontese si trova in difficoltà per il reperimento delle materie prime, per la carenza di combustibile. Nel dopoguerra si verifica un nuovo incremento della produzione per uso domestico: servizi da tavola completi, servizi da toeletta, Nel 1984 la fabbrica chiude definitivamente i battenti, ponendo fine a una secolare tradizione di valori artigianali ed artistici. |